Esporre la notte
Una delle condizioni più difficili per
valutare un'esposizione corretta si verifica nelle fotografie notturne. In molti
casi l'esposimetro della fotocamera può essere ingannato da fonti di luce
puntiformi che, a causa di una elevata intensità, causano la sottoesposizione
di tutto il resto del fotogramma.
Se dobbiamo riprendere un soggetto che (ad esempio) si trova nei pressi di un
lampione acceso, dovremo anzitutto misurare l'esposizione su una parte
abbastanza neutra del soggetto stesso (se è una persona si può misurare l'esposiz.
sul viso). Per farlo sarà necessario avvicinarsi in modo da escludere le fonti
di luce che potrebbero compromettere la misurazione. Una volta fatta questa
misurazione, si dovrà impostare manualmente il valore ottenuto, e la foto potrà
essere scattata dal punto scelto all'inizio.
E' chiaro che con pose lunghe si dovrà utilizzare un supporto stabile ed uno
scatto flessibile (o autoscatto).
A questo punto va aggiunta una nota per i più esigenti e perfezionisti:
la misurazione effettuata come descritto si riferisce alla sensibilità nominale
della pellicola, ma tale sensibilità è fissa solo per pochi istanti e poco a
poco (durante l'esposizione) si riduce. Si parla in questo caso di "difetto
di reciprocità". Quando la posa indicata è di alcuni secondi sarà
necessario allungarla ulteriormente per compensare la caduta di sensibilità.
Il difetto decritto è variabile a seconda del produttore della pellicola,
quindi difficilmente prevedibile. Comunque si possono fare alcune prove,
contando anche sulla possibilità di "tiraggio" in caso di sotto o
sovraesposizione.