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"Diaframmando",
inoltre, dal momento che si elimina l'influenza della zone più
periferiche dell'ottica, si ottiene, tendenzialmente, un generale
miglioramento della definizione. Solitamente, per sfruttare la massima
capacità d'incisione di un obiettivo, è necessario chiudere di
due/tre stop, rispetto alla sua apertura massima.
Ad elevate chiusure di diaframma, invece, la resa dell'ottica
peggiora, a causa della diffrazione della luce che, attraversando un
foro molto piccolo, acquisisce una maggior incidenza sull'immagine. La
chiusura del diaframma contribuisce anche alla diminuzione, talvolta
persino all'estinzione, di diverse aberrazioni ottiche.
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DIAFRAMMA, PRECISIONE E FUORI FUOCO: il numero delle lamelle che
compongono un diaframma determina in parte la precisione dello stesso
e concorre alla capacità di un'obiettivo di riprodurre in maniera
naturale le zone fuori fuoco di un'immagine. Maggiore sarà il numero
di lamelle impiegate, più rotondo sarà il foro attraversato dalla
luce e più piacevole apparirà quindi lo sfuocato. Indicativamente,
un buon diframma dovrebbe possedere almeno 6 lamelle, mentre per
raggiungere un ulteriore significativo miglioramento si dovrebbe
arrivare almeno ad 8/9, ma la differenza non è poi molta. Pochissimi
obiettivi arrivano a 10 lamelle.
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