Il diaframma

 

SCALA PARZIALE DELLE APERTURE RELATIVE:
f/1 -f/1,4 - f/2 - f/2,8 - f/4 - f/5,6 - f/8 - f/11 - f/16 - f/22 - f/32 - f/45 - f/64

APERTURA ED ESPOSIZIONE: l'apertura massima del diaframma di un obiettivo simmetrico è stabilita dal rapporto tra lunghezza focale e diametro della lente frontale dell'obiettivo stesso. I numeri "f" indicano pertanto quante volte la lunghezza del diametro delle aperture reali è compresa nella lunghezza focale dell'obiettivo: il diaframma f/8 ha un diametro pari ad 1/8 di essa. Considerata la lunghezza focale 50mm, si nota facilmente che il diametro dell'apertura f/8 (6,25mm) è il doppio esatto del diametro dell'apertura f/16 (3,125mm) e, poiché raddoppiando il diametro di un cerchio ne risulta quadruplicata l'area, risulterà quadruplicata anche la quantità di luce che passa dall'apertura. Ne deriva che ad ogni scatto di un diaframma l'esposizione raddoppia.

APERTURA E NITIDEZZA: la proiezione di un punto mediante una lente è nitida solo in coincidenza del vertice del cono formato dalle convergenza dei raggi luminosi sul piano focale (fig.1). Se la convergenza avviene prima o dopo di esso, il punto sarà riprodotto come una sezione di cono (fig.2). Per ottenere contemporaneamente a fuoco oggetti posti a distanze diverse dalla lente è necessario ridurre l'ampiezza di questo cono, eliminando i raggi provenienti dalla periferia dell'obiettivo, mediante un diaframma (fig.3).

 

 

"Diaframmando", inoltre, dal momento che si elimina l'influenza della zone più periferiche dell'ottica, si ottiene, tendenzialmente, un generale miglioramento della definizione. Solitamente, per sfruttare la massima capacità d'incisione di un obiettivo, è necessario chiudere di due/tre stop, rispetto alla sua apertura massima.
Ad elevate chiusure di diaframma, invece, la resa dell'ottica peggiora, a causa della diffrazione della luce che, attraversando un foro molto piccolo, acquisisce una maggior incidenza sull'immagine. La chiusura del diaframma contribuisce anche alla diminuzione, talvolta persino all'estinzione, di diverse aberrazioni ottiche.


DIAFRAMMA, PRECISIONE E FUORI FUOCO: il numero delle lamelle che compongono un diaframma determina in parte la precisione dello stesso e concorre alla capacità di un'obiettivo di riprodurre in maniera naturale le zone fuori fuoco di un'immagine. Maggiore sarà il numero di lamelle impiegate, più rotondo sarà il foro attraversato dalla luce e più piacevole apparirà quindi lo sfuocato. Indicativamente, un buon diframma dovrebbe possedere almeno 6 lamelle, mentre per raggiungere un ulteriore significativo miglioramento si dovrebbe arrivare almeno ad 8/9, ma la differenza non è poi molta. Pochissimi obiettivi arrivano a 10 lamelle.